lasciare, essere lasciati

Attivo e passivo e non è una differenza da poco, né semantica né per gli effetti che produce sulle persone. Ho lasciato tante volte. La mia infanzia con gli unici sogni a sfondo rosa, la mia terra, di una luce che ti fa alzare il gomito per pararti gli occhi dal sole, un sole che brucia e riscalda e non appiccica di sudore come quello qui al nord, con un cielo di un azzurro che non puoi riprodurre o spiegare, diverso da quello che sembra avere davanti una patina (la calza della videocamera del Berlusca) che ha qui in Padania. Ho lasciato i miei genitori soli ad invecchiare, ho lasciato la me stessa che loro conoscevano, timida e forte, convinta e sicura delle sue scelte, ho lasciato gli amici di un tempo e a loro ho lasciato la mia giovinezza piena di sì e no detti a voce piena, li ho lasciati e loro mi credono un riferimento, perché io sono andata via.Ho lasciato i miei vestiti nell’armadio della mia stanza di bambina perché è lì che vorrei rifugiarmi qualche volta. Non mi ha lasciato il mio essere meridionale con il gusto del lamento e la lacrima facile. Ho lasciato in una fiesta rossa la mia virtù senza quasi essermene accorta. Ho lasciato una ragazza e ho trovato una mamma, senza averla cercata. Ho lasciato la mia casa di donna per inseguire un amore e lì ci ho lasciato una macchina in un dirupo sulle colline del Chianti. Ho lasciato Stefano perché aveva paura e gli ho lasciato un pezzo del mio cuore e lui mi ha lasciato una ferita nell’anima e l’incertezza dell’amore. Prima ero convinta che bastasse amare ed essere riamati perché tutto andasse a posto.  Su quelle colline mi hanno lasciato la mia serenità ed una buona parte dei miei sogni. Quando tutto sembrava perduto la disperazione mi ha lasciato per darmi te Sandro, che mi dicevi tutto quello che nessuno mi aveva mai detto, che mi ergevi sul piedistallo dell’unicità, che mi dicevi che ero donna come nessuna e ti ho lasciato la mia verginità vera con un urlo di liberazione, felicità e sgomento per un piacere completo fino ad allora mai provato. Dicevi di non poter pensare alla tua vita senza di me, infatti non ci hai pensato affatto, mi hai lasciato. E questa volta non lo avevo calcolato. Quanto amore sprecato, quante corse, quante bugie, quanti pensieri, quante attese pregustate e altrettante disilluse. Mi hai lasciato, convinto di avere ragione. Ma avere ragione serve? Consola? Io ti ho lasciato la mia anima perché quella avevi voluto, ti ho lasciato la ragazzina che ero rimasta fino a 38 anni e tu mi hai lasciato la tua meschinità e il tuo conformismo. Erano solo parole. Le parole pesano per chi ci crede, Sandro. Ho sprecato il mio amore più con te che con Stefano. Tu che ti proclamavi diverso dal gregge, tu che hai fatto atto di abiura, tu che da dirigente ti vesti come capita, che ti vanti del tuo pensare libero, sei più piccolo borghese di me che sono nata più vicina a Tunisi che Milano. Tutto deve quadrare, tutto al posto giusto. Tu che hai lasciato un orfano e hai trovato un figlio per ammaestrarlo come volevi che fosse e ti preoccupi del dolore di chi vive al tuo stesso indirizzo, ma in realtà ti preoccupi di te. Io ti ho lasciato la mia voglia di amare ancora, ti ho lasciato la donna che ero, io non ho più voglia di mettermi in gioco, le ferite cominciano ad essere troppo profonde e dolorose. Cosa mi hai lasciato? Di te nulla. Ma io sono sempre seduta sull’argine del fiume e aspetto, si dice che la vita manda i conti in pari alla fine. Io non spero altro.

 

lasciare, essere lasciatiultima modifica: 2008-12-08T17:52:00+01:00da menoveleno
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento